Sekiro: Shadows Die Twice – tre quarti di un capolavoro

Aggiornato l’ultima volta il: 09/04/2026

Sekiro: Shadows Die Twice non è solo un gioco, è un test di pazienza, precisione e nervi d’acciaio. Sviluppato da FromSoftware, lo stesso team di Dark Souls e Bloodborne, Sekiro ti catapulta nel Giappone feudale con un’ambientazione curatissima e combattimenti che non perdonano errori. Il gioco è divenuto leggenda,nonostante alcuni difetti…scopriamoli insieme.

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Contesto: FromSoftware e il peso delle aspettative

Quando uscì Sekiro: Shadows Die Twice, le aspettative erano già altissime. Lo studio dietro al progetto era infatti FromSoftware, guidato dal celebre director Hidetaka Miyazaki, lo stesso che aveva rivoluzionato il genere action-RPG con Dark Souls e Bloodborne.

Molti giocatori si aspettavano quindi semplicemente un altro soulslike, magari ambientato in Giappone. In realtà Sekiro è qualcosa di diverso: prende alcune idee dei Souls ma cambia completamente filosofia di gameplay. Qui non esiste la libertà di costruire una build con armi diverse o statistiche personalizzate. Il protagonista è uno shinobi con una katana, e quella katana sarà la vostra compagna dall’inizio alla fine dell’avventura.

Questo significa una cosa molto precisa: Sekiro non vuole che troviate una strategia alternativa. Vuole che impariate a giocare nel modo corretto.


Grafica e atmosfera


Il gioco colpisce fin dal primo sguardo: paesaggi mozzafiato, castelli avvolti dalla nebbia, villaggi e foreste incredibilmente dettagliati. La direzione artistica riesce a mescolare realismo e atmosfera mistica, rendendo ogni area memorabile. Sembra davvero di star vivendo ciò che si vede. L’unica area in cui il gioco soffre davvero si incontra durante il mid-game,e sembra quasi una citazione alle ambientazioni dei vecchi souls [davvero TROPPA nebbia From].


Il combat system: una danza di lame

Il vero cuore del gioco è il sistema di combattimento. A differenza dei Souls, dove spesso si gioca in difesa aspettando il momento giusto per colpire, Sekiro premia l’aggressività controllata.

Il concetto centrale è la Postura, una meccanica che sostituisce di fatto la classica stamina. Ogni colpo parato o deviato riempie la barra della postura dell’avversario; quando si rompe, è possibile eseguire un colpo mortale che conclude lo scontro.

Questo sistema trasforma i combattimenti in una sorta di duello ritmico. Non si tratta solo di schivare o attaccare, ma di entrare nel tempo dell’avversario, come in una coreografia. Parata perfetta, contrattacco, salto per evitare una spazzata, mikiri counter su una stoccata: ogni azione diventa parte di un flusso quasi musicale.

Quando finalmente si impara a padroneggiare questo ritmo, Sekiro smette di sembrare impossibile e diventa incredibilmente soddisfacente.

Uno dei tantissimi combattimenti al cardiopalma in Sekiro.

CONTRO: La telecamera tende a giocare brutti scherzi,specie in aree ristrette. Non è un problema invalidante,ma rischia di rompere il ritmo di gioco.


Sekiro e la difficoltà


Da buon gioco FromSoftware, la difficoltà è alta e frustrante a tratti. Tuttavia, ogni sconfitta è un insegnamento: imparare dai propri errori diventa parte integrante del divertimento. Le abilità da sbloccare, gli strumenti e le prostetiche aggiungono varietà al combattimento, permettendo approcci differenti a seconda del nemico o della situazione. Il gioco,nonostante sul momento possa non sembrare così…visto le morti,non è affatto punitivo,avrete spesso un punto di respawn vicino al punto dove la vostra scomparsa prematura è avvenuta.


Audio e colonna sonora


La colonna sonora è sobria ma efficace, enfatizzando tensione e drammaticità senza mai essere invasiva. Gli effetti sonori dei colpi, dei salti e dei nemici contribuiscono a rendere ogni battaglia più realistica e coinvolgente.


CONTRO: La storia e la scrittura di Sekiro non…brillano

Veniamo al punto dolente. DAVVERO dolente. La scrittura dei personaggi non funziona. Molto semplicemente,non funziona. Abbiamo bambini [Kuro] che parlano come degli adulti con una vita di esperienze…Abbiamo personaggi senza un briciolo di ironia che sembrano tutti avere la stessa personalità di base con minime modifiche.

Questo,indirettamente, causa problemi al world.building,perchè tutti sembrano essere antipatici o completamente impazziti…Senza questa pecca sarebbe un gioco quasi perfetto.

Verdetto


Sekiro: Shadows Die Twice è un’esperienza impegnativa e appagante. Richiede dedizione e pazienza, ma ripaga con momenti di pura adrenalina e soddisfazione quando si supera un nemico ostico. Non è un gioco per chi cerca relax, ma per chi ama le sfide hardcore e il senso di conquista che solo un titolo FromSoftware può dare. Purtroppo,alcuni difetti minori e il macigno insormontabile che è la scrittura fa diminuire il voto finale.

VOTO SEKIRO: SHADOWS DIE TWICE: 8 su 10


Scritto da Nightcore

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